venerdì 9 dicembre 2011

L'Italia c'è o non c'è?

Questa mattina sono andato in banca per un prelievo e, visto che era aperta, sono entrato per salutare un amico che ci lavora. Quando me lo sono trovato di fronte, mi è venuta l'idea di sottoporlo ad un piccolo test sul quale stavo riflettendo da qualche giorno. 
L'amico in questione è pugliese e allora gli ho chiesto, domandandogli di rispondere d'istinto, se lui si sentiva più italiano o più pugliese. Ci ha - in realtà - pensato qualche secondo, ma poi ha risposto sicuro: "Mi sento più pugliese".
L'ho invitato, allora, a ri-pensarci di nuovo, proponendogli una riflessione: dovresti pensare, gli ho detto, di immaginare di avere al fianco un trentino, o un friulano, o un piemontese, e sentire di avere in comune con costui qualche cosa di più ampio, più vasto, più profondo, appunto, l'essere italiano, prima che pugliese. "Di fronte ad una persona di un'altra regione - ho chiesto -, senti di essergli unito da un sentimento comune, nazionale, patrio, insomma, senti che siete entrambi italiani, che appartenete allo stesso Paese e avete un inno e una bandiera comuni, pur con le specifiche peculiarità regionali e locali di ciascuno, o ti senti prima di tutto pugliese?".
Mi ha risposto di nuovo: "Mi sento più pugliese". E ha aggiunto: "Con tutto il rispetto, sentirei molto forti le differenze tra me e uno del Trentino, ma anche un emiliano o un calabrese, piuttosto che le uguaglianze dovute all'appartenere allo stesso Paese". 
Il test mi ha fornito le risposte che cercavo e già immaginavo. Ho l'impressione che il problema principale del nostro Paese, della nostra Italia, sia che il sentimento nazionale, unitario, comune, che dovrebbe appartenenere ad un popolo e ad una Nazione, sia, purtroppo, molto debole. Dell'Italia parla la Costituzione, lo so molto bene, abbiamo un inno e una bandiera. Ma esiste la "Nazione italiana"? Esiste il "popolo italiano"? 
Dal test del mio amico, che mi propongo di fare ancora su altri, sembra che noi ci sentiamo più veneti, lucani, siciliani, marchigiani, laziali, piemontesi o lombardi, ci sentiamo più milanesi o baresi, napoletani o catanesi che non italiani. Abbiamo il sentimento locale, ci si "sente" della città e della regione d'origine, ma, nella scaletta dei sentimenti d'appartenenza, dell'Italia pare si perdano le tracce. 
Penso che potrei rifare quel test, cento, mille volte e ottenere lo stesso risultato (anche se mi piacerebbe ingannarmi).
E allora, la domanda diventa diversa. Per forza di cose. 
L'Italia c'è o non c'è? 

1 commenti:

STEFANO DI STASIO ha detto...

Beh, i libri li scriviamo ancora in Italiano